Se c’è qualcuno che ancora pensa che la chitarra sia roba da maschi, probabilmente non ha mai sentito un disco o visto un concerto di Kaki King, uno dei maggiori talenti musicali degli ultimi dieci anni.

Chitarrista virtuosa e compositrice creativa, Katherine Elizabeth King nasce ad Atlanta il 24 agosto 1979. Cresciuta con la passione per il rock, la batteria e il brit-pop, sembra una ragazzina come tante, mentre nasconde dentro di sé delle straordinarie doti di musicista. In quel periodo pensa che se mai diventerà famosa, sarà dietro ai tamburi con le bacchette in mano… Non può ancora immaginare che cosa le riserverà il destino.

Fin da piccola comincia a suonare anche la chitarra, spinta dal padre avvocato, appassionato di musica.
“Quando avevo circa 4 anni, i miei genitori volevano che io prendessi lezioni di musica, così ho scelto la chitarra. Però non mi divertivo molto, perciò verso i cinque anni l’ho messa da parte e a dieci ho cominciato a suonare la batteria, che comunque suono ancora. Ho iniziato così a suonare musica pop e questa esperienza mi ha influenzata molto quando sono ritornata a suonare la chitarra.”

In effetti, in pochissimo tempo impara a memoria tutto il repertorio di Beatles e Fleetwood Mac, ma crescendo il suo interesse si sposta verso altre band e i loro chitarristi, come Johnny Marr degli Smiths e Graham Coxon dei Blur. A sedici anni scopre i grandi protagonisti del fingerstyle e si appassiona a quel modo di suonare la chitarra. I diversi stili di Preston Reed, Michael Hedges, Leo Kottke, Alex De Grassi, la incuriosiscono, mentre le atmosfere scure e malinconiche di Nick Drake, Elliot Smith e Mark Kozelek dei Red House Panters le sembrano altrettanto affascinanti.

Tuttavia, sempre convinta che il grande salto lo avrebbe fatto grazie alla batteria, durante gli anni del liceo Kaki King suona questo strumento in una band insieme al compagno di classe Morgan Jähnig, che poi sarebbe diventato il bassista degli Old Crow Medicine Show.

Dopo il diploma, nel 1998 i due amici decidono di trasferirsi insieme a New York per frequentare l’università e continuano a suonare insieme. Kaki King prosegue con la batteria, esibendosi nei locali del Village con alcune band.
“Pensavo che se avessi mai sfondato, sarebbe stato come batterista. Il botto non arrivò mai, ma le opportunità di suonare la chitarra cominciarono a materializzarsi.”

È proprio in quel periodo che riprende seriamente in mano la chitarra, cercando di approfondire le tecniche di fingerstyle che ha sempre amato e scoprendo il suo vero talento. La prima esibizione in solo con la chitarra avviene durante una serata “open mic” al campus, quando sale sul palco, nervosa e agitata, per suonare tre canzoni. È un successo, tutti applaudono entusiasti e la invitano a suonare ancora.

Kaki King (Foto: Pierfilippo Mancini)

Tuttavia, l’impegno vero e proprio con la chitarra comincia poco dopo la laurea, a causa di un evento che avrebbe sconvolto il mondo. Mentre Kaki King sta ancora cercando di capire che cosa vorrebbe fare della sua vita, la tragedia dell’11 settembre 2001 stravolge tutte le circostanze e rovescia qualsiasi prospettiva. In questa situazione di incertezza generale e di panico diffuso, Kaki King capisce che deve assolutamente trovare un modo per mantenersi e ritrovare il proprio equilibrio interiore, così prende in mano la chitarra e comincia a suonare nella metropolitana. Suonando di sera lungo le linee L e F del Village, si trasforma in un’artista spontanea e originale.
“La metropolitana mi ha dato la forza. È un lavoro che ti forma sia mentalmente che fisicamente. Suonare per due ore in posti terribili è una vera sfida. Quando improvvisamente la gente ha cominciato a chiedermi se avevo un disco, ho capito che se fossi riuscita a vendere un cd a dieci dollari ogni volta che qualcuno me lo chiedeva, avrei potuto cavarmela bene.”

Così Kaki King realizza un demo, che arriva nelle mani giuste e le permette di ottenere un ingaggio al Tap Bar della Knitting Factory di Brooklyn. È il 2002, il boss della Velour Records Jeff Krasno la sente suonare e con la sua etichetta pubblica Everybody Loves You, l’album di debutto della giovane chitarrista Kaki King.

Il secondo disco, Legs To Make Us Longer, esce invece per il marchio Red Ink della Epic nel 2004, ma il successivo segna il ritorno di Kaki King alla Velour: nel 2006 è la volta di Until We Felt Red, con il quale l’artista prende notevole coraggio anche come cantante, dando ampio spazio alla sua voce e allargando il set up strumentale.

Il 2007 è un anno intenso e impegnato per Kaki King, ma ricco di soddisfazioni. Infatti, mentre sta lavorando al suo quarto album come solista, è chiamata a suonare anche nei dischi di Tegan and Sara e dei Foo Fighters e a contribuire alle colonne sonore dei film Into The Wild di Sean Penn (collaborando con Eddie Vedder dei Pearl Jam) e August Rush di Kirsten Sheridan.
Finalmente, a marzo 2008, Kaki King pubblica il suo quarto disco, intitolato Dreaming of Revenge, che la porta in tour in tutto il mondo.

Nel 2010 esce Junior per Cooking Vinyl/Rounder e comincia a collaborare anche con artisti apparentemente distanti dal suo percorso musicale, come Timbaland e Miley Cirus. Nell’autunno del 2012 Kaki King pubblica Glow, una raccolta di brani strumentali nei quali è accompagnata da un quartetto d’archi, cornamuse e percussioni e circondata da paesaggi sonori concepiti per le singole tracce.

Apprezzata per il gusto musicale e le straordinarie doti tecniche, Kaki King suona la chitarra con un fingerstyle assolutamente personale, combinando l’uso del fret-tapping a quello dello slapping tipico dei bassisti. Lo strumento è sfruttato anche nelle sue potenzialità percussive, così come nella costruzione di strutture stratificate e di loop attraverso gli effetti. Il suo stile è spesso paragonato a quello di Michael Edges e Preston Reed, che lei stessa cita come una delle sue principali influenze.

Adamas 1581 KK (Foto: Sunburts335)

Essendo un’affezionata endorser delle chitarre acustiche Ovation da molti anni, la casa americana l’ha invitata a progettare la sua chitarra custom: il risultato della collaborazione è il modello Adamas 1581-KK, firmato dalla stessa Kaki King. Ultima curiosità: sulle sue Ovation Adamas usa le corde Elixir, in particolare le Acoustic Light Guitar Strings.

[Foto dearbarbie]