Home recording: registrare la chitarra acustica in casa

Entrare in uno studio professionale per registrare la propria musica è un’esperienza che tutti i giovani (e meno giovani) musicisti sperano di fare. Non solo per la competenza dei tecnici e la qualità della strumentazione, ma anche perché l’atmosfera di uno studio di registrazione è magica… Le pareti insonorizzate trasudano musica, emanano le vibrazioni positive di tutti gli artisti che sono passati da lì per incidere le loro canzoni, e il suono che esce dagli strumenti sembra sempre più bello di come appare fra i muri della nostra stanzetta o della sala prove messa insieme alla buona per non disturbare vicini e familiari.

Tuttavia, le nuove tecnologie ci consentono oggi di registrare la nostra musica anche a casa (o dove vogliamo), senza dover necessariamente andare in studio. L’home recording ormai permette di raggiungere ottimi livelli e rappresenta una risorsa preziosa da sfruttare in mancanza di un consistente budget. Può anche essere una carta da giocare in vista della registrazione professionale, magari per fare dei provini o in fase di pre-produzione, oppure perché ci piace il lo-fi e preferiamo che l’ambiente casalingo emerga nelle tracce.

La maggior parte dei provini, soprattutto in ambito pop-rock, sono fatti soltanto di chitarra e voce (si sa, se una canzone funziona davvero lo si capisce già da questi due elementi), perciò registrare bene una chitarra acustica in casa può essere utile e importante.

Per prima cosa, ai fini di una buona registrazione è necessario che la chitarra acustica abbia un bel suono e che sia accordata. Se la piacevolezza del suono è questione di gusti, l’accordatura non lo è: bisogna fare attenzione. E naturalmente studiare bene la parte da registrare, per ottimizzare i tempi e poter fare diverse prove senza incasinarsi la vita.

Oltre alla chitarra, è necessario dotarsi di un microfono e di una scheda audio di qualità almeno decente, se non buona, dato che si tratta del componente hardware che collega il computer con il mondo esterno e consente di registrare il suono (e poi di emetterlo).

La scheda audio acquisisce suoni attraverso appositi ingressi (input), poi il suo convertitore A/D (da analogico a digitale) trasforma il segnale analogico in entrata in dati digitali, così il computer può utilizzarli. Queste informazioni digitali sono poi trasformate in segnale elettrico attraverso un convertitore D/A (da digitale ad analogico) per essere inviate al sistema di ascolto (casse o cuffie) attraverso apposite uscite (output). Oggi molte schede audio possono acquisire e inviare audio direttamente in digitale grazie a specifici input/output (I/O).

Le schede audio integrate nei computer sono notevolmente migliorate negli anni, ma si portano ancora dietro dei limiti tecnici, primo fra tutti il livello inadeguato di ingressi e uscite dal punto di vista della qualità del suono, che rendono sconsigliabile il loro uso per la registrazione musicale. Molti prodotti, anche di livello professionale, si connettono al computer tramite porte Usb o FireWire (400 o 800), quindi si tratta di interfacce esterne di facile portabilità, mentre altre schede audio si connettono alla scheda madre del computer tramite porte PCI o PCI Express, ovvero sono installate all’interno del case del computer. Questo tipo di schede è generalmente dotato di apposito collegamento (cavo breakout) verso i connettori I/O o verso un’unità di controllo esterna (breakout box o rack).

 

Dato che non esiste la scheda audio universalmente perfetta, bisogna scegliere quella più adatta alle proprie esigenze, tenendo in considerazione le diverse caratteristiche tecniche: numero di ingressi e uscite (ma per registrare soltanto chitarra acustica e voce non c’è necessità di avere un elevato numero di I/O, ovviamente), frequenza di campionamento e risoluzione in bit (almeno 96 kHz/24 bit), gamma dinamica (almeno 100 dB) e compatibilità con il computer e il sistema operativo installato.

Sul mercato si trovano molti prodotti di buona e ottima qualità, a diverse fasce di prezzo, e la scelta dipende soprattutto dall’utilizzo previsto e dal budget a disposizione. È importante informarsi sulle caratteristiche dei vari modelli, affidarsi a marchi noti e affidabili, accertandosi di non avere problemi con il sistema operativo e con il software di registrazione (ProTools, Logic, Garage Band ecc.).

Una volta collegata la scheda audio al computer, si può procedere con la registrazione della chitarra acustica.

La maniera più semplice e classica è quella che prevede l’utilizzo di un microfono esterno, che assicura una ripresa completa e fedele del suono dello strumento, ma richiede di fare diverse prove di posizionamento prima di trovare la soluzione ottimale. Quella più facile, e comunque valida, è l’utilizzo di un solo microfono, scegliendo tra un modello a condensatore (AKG, Røde o Audio-Technica, se non ci si può permettere un Neumann) o un modello dinamico (Shure SM57 o SM58 possono andare bene).

Se la chitarra acustica è dotata di un pickup incorporato, la registrazione è tecnicamente più semplice, poiché c’è soltanto da collegare l’uscita della chitarra al pre-amplificatore o all’ingresso strumentale della scheda audio. In questo caso la qualità del pick-up è una variabile fondamentale: bisogna assicurarsi che sia un ottimo prodotto e che riesca a garantire una resa sonora il più possibile vicina alla voce naturale della chitarra.

Riuscire a realizzare una buona registrazione facilita molto la fase del mixaggio, evitando soprattutto pesanti operazioni di equalizzazione. A questo punto si può anche aggiungere qualche effetto: una leggera compressione, un po’ di riverbero… Anche qui gli unici criteri da considerare sono il gusto personale e l’idea musicale che si ha in testa.

[foto di Toshiyuki IMAI e Florian Plag]

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