Il diapason della chitarra acustica

Il diapason della chitarra è una delle variabili di cui bisogna tener conto nella scelta del proprio strumento, e consiste nella lunghezza totale della corda vibrante a vuoto.

Si misura quindi a partire dal lato interno del capotasto fino al punto in cui il Mi cantino entra in contatto con l’osso del ponte dalla parte della cassa armonica. Non va considerata la parte delle corde che è compresa tra il capotasto e le meccaniche della paletta e la parte fissata oltre l’osso del ponte.

Il diapason si misura in pollici o in millimetri ed indica la lunghezza della scala di una chitarra. La scala della chitarra non va assolutamente confusa con le scale musicali.

Lunghezze standard del diapason della chitarra

Essendo stata la liuteria per secoli un’arte artigianale, non esistevano standard fino all’avvento delle produzioni su scala industriale.

Con la standardizzazione degli strumenti si sono affermate due lunghezze standard per il diapason della chitarra acustica e si è soliti classificare gli strumenti come a scala lunga, con un diapason di 25.50″ equivalenti a 647,70 mm e a scala corta con un diapason di 24.75″ equivalenti a 628,65 mm.

La Fender Stratocaster è forse il più famoso esempio di chitarra a scala lunga; la Gibson Les Paul è invece un modello tipico della categoria a scala corta.

Esistono però anche misure intermedie come le PRS con una scala di  25.00″, pari a 635,00 mm, queste ultime stanno godendo di una notevole diffusione commerciale.

In linea di massima la lunghezza delle scale della maggior parte delle chitarre folk è compresa tra i 610 mm e i 660 mm.

Esistono poi strumenti con diapason di lunghezza minore, quali i 24.00” o 609.60 mm della Fender Duo-Sonic; o maggiore come i 34.00″ o 863.60 mm del Basso a scala Lunga.

Il rapporto tra tastiera e diapason della chitarra

La lunghezza del diapason della chitarra viene utilizzata per determinare l’esatta disposizione dei tasti lungo il manico dello strumento.

Dividendo la misura del diapason per 17,835 otterremo la distanza da tenere tra capotasto ed il primo tasto. Per calcolare la distanza fra il primo tasto ed il successivo, si divide la lunghezza residua sempre per 17,835 e si continua in questo modo fino all’ultimo tasto.

Accadrà che il dodicesimo tasto verrà a trovarsi esattamente in corrispondenza della metà del diapason e il settimo sarà posizionato ai due terzi della distanza fra il capotasto e il dodicesimo tasto.

A causa dell’utilizzo di questo valore, tale metodologia viene detta regola del diciotto.

Ovviamente tale lavoro verrà svolto dal costruttore dello strumento o dal nostro liutaio di fiducia, che con la sua esperienza sarà in grado di arrotondare le cifre decimali senza inficiare la disposizione dei tasti.

L’avere una tastiera più corta o più lunga a seconda della lunghezza del diapason della chitarra comporta una diversa distanza tra i vari tasti: gli accordi alla Holdsworth risultano più semplici da eseguire su uno strumento a scala corta; invece i solo al ventesimo tasto saranno più facili da ottenere suonando una chitarra a scala lunga, soprattutto se le nostre mani sono particolarmente grandi.

Se vuoi saperne di più sulle caratteristiche della tastiera della chitarra leggi questo articolo.

Il diapason della chitarra acustica

L’effetto del diapason sul suono della chitarra

La lunghezza del diapason è importante perché influenza la tensione delle corde e di conseguenza il suono e il feeling dell’artista con la tastiera.

A parità di diametro della corda e di accordatura, la tensione delle corde cresce proporzionale all’aumentare della misura del diapason.

La misura del diapason della chitarra influenza in modo determinante il timbro dello strumento: ad esempio una corda tesa maggiormente perché a scala lunga ci restituisce un suono più teso, più presente e veloce nell’attacco.

Inoltre siccome le corde di uno strumento a scala lunga vibrano di più, con un diapason maggiore migliora anche il sustain della chitarra acustica.

Come di consueto il metodo migliore per comprendere le differenze tra strumenti a scala lunga o a scala corta è quello di provare con le proprie mani due chitarre diverse ed apprezzare la differenza sotto le proprie dita.

Prendendo come riferimento gli due strumenti citati prima, potremo osservare che intonare lo stesso bending sulla Gibson Les Paul sarà più semplice in quanto occorrerà meno forza per via della minore tensione dovuta alla scala corta.

Sarà invece difficile ottenere un vibrato selvaggio sulla Fender Stratocaster in quanto la sua variazione d’intonazione sarà inficiata dalla scala lunga.

In linea generale le chitarre a scala corta offrono una sensazione di suonabilità maggiore in quanto sono più semplici da utilizzare per via della minore tensione delle corde, ma alla fine la differenza tra le due differenti misure si riduce ad una questione stilistica.

Non esiste quindi una scala migliore dell’altra o una lunghezza ottimale del diapason della chitarra: con la giusta consapevolezza degli effetti che tale misura produce sul suono e sulla suonabilità dovremo saper scegliere lo strumento adatto alle nostre inclinazioni musicali ed alle nostre abilità di chitarristi.

 

[Foto di Brian, Don’t Fret Productions]

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