Diane Ponzio, cantastorie globale

Forse non è un nome da pubblico mainstream, ma gli amanti della chitarra acustica di tutto il mondo sanno bene chi è Diane Ponzio. Nata e cresciuta a New York, Diane è cantautrice e chitarrista, esperta di strumenti acustici e performer carismatica.
Ha studiato alla Fame School of Performing Arts e si è fatta le ossa nei locali della famosa Bleecker Street di New York, nel Greenwich Village.

Definire la sua musica non è semplice, poiché le influenze sono molteplici e diverse fra loro, ma la stessa Diane Ponzio ha trovato
la definizione più calzante: è Fazz! La sua musica acustica è folk che si sente jazz. Il suo stile è reso unico e riconoscibile grazie
ad alcuni elementi fondamentali, come la grande importanza della struttura melodica, la pregnanza del linguaggio testuale
che accompagna la musica e affronta sempre temi rilevanti rispetto alla vita reale, la potenza ritmica e il groove, la componente d’improvvisazione che regala imprevedibilità e freschezza. E insieme con queste caratteristiche, Diane Ponzio può contare su una voce strana e inconfondibile, che tocca tonalità da mezzo soprano e ricorda addirittura il suono del sassofono, e su una straordinaria presenza scenica.

Artista inarrestabile e instancabile, ha girato il mondo in lungo e in largo come una vera e propria cantastorie globale. Si è esibita negli Stati Uniti, ma anche in Canada, Germania, Gran Bretagna, Danimarca, Austria, Francia, Australia, Nuova Zelanda e persino
a Taiwan. Viene spesso in Italia, ormai ospite fissa e molto gradita dell’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, dove ogni anno il pubblico le dimostra grande affetto. Nel corso della sua carriera ha condiviso il palco con band e artisti di fama internazionale, come Tuck & Patti, Suzanne Vega, John Hammond e tanti altri.

 

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Essendo una profonda conoscitrice della chitarra acustica e una strumentista molto dotata, nel 1986 Diane Ponzio è stata scelta
dal famosissimo marchio di chitarre Martin come endorser e rappresentante internazionale. Da allora la casa americana,
una delle più prestigiose e importanti sul mercato, la invia in ogni parte del mondo come ambasciatrice e dimostratrice
dei suoi prodotti, non soltantoo nelle fiere internazionali di settore, come il Namm di Los Angeles o la Musikmesse di Francoforte,
ma anche in tutte le altre occasioni nelle quali trovare un pubblico di appassionati di chitarre acustiche.
A dimostrazione del grande apprezzamento da parte della Martin Guitars bastano le parole dell’attuale boss dell’azienda, C.F. Martins IV: “Ogni volta che lei suona, io non posso fare altro che pensare che stia suonando soltanto per me. Poi guardo il pubblico e sembra
che ognuna di quelle persone stia provando la stessa cosa”
.
Per omaggiarla del suo impegno e del suo coinvolgimento anche come consulente in fase di concepimento e progettazione
dei nuovi strumenti, la Martin ha creato nel 2003 una chitarra direttamente ispirata alle esigenze e alle caratteristiche di Diane Ponzio,
il modello JDP Jumbo (oggi siamo già al modello JDP II, disponibili entrambi in versione signature). Esteticamente molto curata,

la chitarra JDP ha la tavola armonica in abete sunburst con sfumature nere e sella nera in materiale Micarta, la rosetta in abalone
e la paletta tipica del modello D-45 (quello costruito tra il 1933 e il 1945). È il primo modello jumbo ad avere il corpo in tre pezzi, costruito in solido palissandro indiano e realizzato con forme confortevoli. Il suono è pieno e morbido, mentre le dimensioni sostengono un volume maggiore rispetto alla media delle chitarre acustiche. È lo strumento ideale, a sentire la stessa Diane Ponzio, per il suo stile musicale.

Nell’ottobre 2012 è uscito l’ultimo album dell’artista newyorchese, la nona fatica discografica della sua carriera, intitolato Take The Hypotenuse. Le undici canzoni sono state registrate e mixate in Nuova Zelanda, poi masterizzate in Germania. Rappresentano
una sorta di viaggio interiore nell’universo creativo di Diane, che ha composto le musiche e scritto tutti i testi del disco, ma ha anche cantato e suonato tutti gli strumenti: chitarre, basso, mandolino, ukulele e percussioni. Un folk-jazz dotato di tanto groove
e un pizzico di leggerezza, arricchito da testi intelligenti e mai banali, sicuramente consigliato agli amanti del suono acustico.