Chet Atkins (alias Mister Guitar), il padre del Nashville Sound

Quando a un chitarrista viene dato un soprannome come Mister Guitar, significa che la sua stella è stata una delle più brillanti del firmamento musicale. La figura di Chet Atkins (20 giugno 1924, Luttrell, Tennessee – 30 giugno 2001, Nashville, Tennessee) è stata fondamentale non soltanto per la musica country, perché senza il suo contributo il country non avrebbe mai scalato le classifiche negli anni Cinquanta e Sessanta, ma anche per la scena musicale americana in generale.

Nonostante la vastissima discografia a suo nome – Atkins ha registrato centinaia di dischi come solista – la sua principale influenza è stata come sessionman e produttore. Lavorando insieme conaltri artisti, tra gli anni Cinquanta e Sessanta ha dato un notevole impulso alla nascita del cosiddetto Nashville sound, uno stile country molto vicino sia al pop che all’honky tonk.

Come chitarrista Chet Atkins aveva ammirato molto Merle Travis e, ispirandosi al suo stile, ne aveva trovato uno nuovo, assolutamente originale. Caratteristica principale dell’Atkins style è l’uso del pollice e delle prime due (a volte tre) dita della mano destra, un articolato fingerpicking nel quale le dita suonano la melodia e il pollice la parte ritmica. Nessuno avrebbe potuto copiare in maniera efficace il suo boom-chuck! Altri suoi riferimenti erano Django Renihardt e George Barnes.

Eppure, il suo ingresso nel mondo della musica non era stato attraverso la chitarra: su consiglio del fratello maggiore Lowell, il piccolo Chester Burton Atkins aveva cominciato da bambino a suonare l’ukulele e poi il violino. Ma l’attrazione per la chitarra si fece sentire presto e, a nove anni, barattò una vecchia pistola proprio per una sei corde.
Imparò a suonare il nuovo strumento rapidamente, diventando un musicista abbastanza affermato già all’epoca in cui lasciò la scuola, nel 1941. Sfruttando la sua abilità nelle pubbliche relazione e una marea di contatti, arrivò a esibirsi come chitarrista al Bill Carlise Show presso l’emittente radiofonica WNOX a Knoxville, in Tennessee, ed entrò a far parte dei Dixie Swingers.

Mentre lavorava alla radio, Atkins collaborò con il duo country Homer & Jethro, ma dopo tre anni si spostò presso un’altra stazione a Cincinnati. Accompagnando Red Foley, nel 1946 fece la sua prima apparizione al Grand Ole Opry, il più seguito programma radiofonico dedicato alla musica country, in onda fin dal 1925 (e tuttora) sulle frequenze della WSM di Nashville, e incise il suo primo disco per la Bullet.

Nel frattempo, iniziò a esibirsi con una certa regolarità alla WRWA di Richmond, Virginia, dove veniva spesso licenziato a causa degli arrangiamenti musicali lontani dalle aspettative a dal gusto della direzione. Alla fine si decise a spostarsi a Springfield, Missouri, per lavorare all’emittente KWTO. Un nastro di una sua performance arrivò agli uffici della casa discografica RCA Victor a Chicago e da lì a Steve Sholes, il direttore del dipartimento country alla RCA, che aveva già sentito Atkins e lo stava cercando da tempo. Quando Chet Atkins ricevette la telefonata dagli uffici dell’etichetta si trovava a Denver, in Colorado, e suonava con Shorty Thompson & His Rangers, ma non esitò a tornare a Nashville per registrare il suo album.

A Nashville Atkins registrò per la RCA otto brani, alcuni dei quali mostravano anche le sue doti di cantante. Impressionato dal suo stile, Sholes lo chiamò nel 1949 a suonare la chitarra in studio per tutte le sessioni di registrazione della RCA a Nashville. E nel 1950 Mother Maybelle & the Carter Sisters lo scritturarono per l’intera stagione del Grand Ole Opry. A quel punto Atkins aveva trovato il proprio posto al sole nella comunità musicale di Nashville. Lavorando per la RCA e suonando in tantissimi dischi, diede un incredibile contributo alla definizione di un suono e di uno stile caratteristici di quella città.

La casa discografica apprezzò il lavoro di Atkins e lo nominò consulente nel 1953, anno in cui furono pubblicati numerosi album che mostravano le sue molteplici doti di chitarrista e cantante. Nel 1955 mise a segno le prime hit: la sua versione di Mr. Sandman e il duetto Silver Bell con Hank Snow. Per tutto il decennio Atkins fu considerato dall’industria musicale un musicista di prima grandezza: non solo vendeva tantissimi dischi, ma disegnò addirittura alcuni modelli di chitarra per Gibson e Gretsch. Il modello suonato dallo stesso Atkins era la Gretsch 6210, prodotta per la prima volta nel 1956 secondo le sue esigenze, una elettrica hollow body con le classiche buche a “f”.

Quando Sholes si trasferì a New York per un nuovo incarico all’interno della RCA, Atkins divenne il capo della divisione di Nashville, ma non rinunciò a esibirsi come chitarrista. La sua fama continuò a crescere nel corso degli anni Sessanta: suonò al Newport Jazz festival nel 1960 e l’anno seguente alla Casa Bianca. Nel 1965 mise a segno la sua prima hit nella Top 5 con la reinterpretazione di Yakety Sax di Boots Randolph, che Atkins rinominò Yakety Axe. Nel frattempo, produceva le canzoni della maggior parte degli artisti di Nashville, compresi Elvis Presley ed Eddy Arnold, e scopriva nuovi talenti da lanciare, come Don Gibson, Waylon Jennings, Floyd Cramer, Charley Pride, Bobby Bare e Connie Smith. Grazie ai grandi risultati ottenuti come produttore, Chet Atkins fu promosso vice-presidente della divisione country della RCA alla morte di Steve Sholes nel 1968.

Nel 1969 Atkins pubblicò il suo singolo di maggior successo, Country Gentleman, mentre le sue canzoni degli anni Settanta non ebbero così tanto riscontro. Nella prima metà del decennio formò con Homer & Jethro il trio The Nashville String Band, con il quale pubblicò cinque album tra il 1970 e il 1972. Alla morte di Homer, Atkins e Jethro continuarono come duo.

Chet Atkins continuò a pubblicare album con la RCA per tutti gli anni Settanta, anche se si sentiva un po’ frustrato dal punto di vista creativo. Voleva registrare un disco jazz, ma l’etichetta gli opponeva molta resistenza perché si trattava di un terreno rischioso rispetto ai successi consolidati nel country. Così, nel 1982 Atkins lasciò la RCA e firmò con la Columbia, finalmente libero di abbandonare i sentieri già battuti e ribattuti del country tradizionale per avventurarsi lungo un nuovo percorso. Il suo primo album per la Columbia uscì nel 1983, intitolato Work It Out With Chet Atkins. Da quel momento in poi si affermò anche come elegante chitarrista jazz, ritornando al country soltanto in rare occasioni, come i duetti con Mark Knopfler e Jerry Reed, e dimostrando uno spirito di ricerca straordinario insieme a un spiccato gusto jazzistico.

Nel corso della sua lunga e intensa carriera Chet Atkins ha vinto una serie innumerevole di premi e riconoscimenti, fra i quali ben 11 Grammy Awards. È stato accolto nella Country Music Hall of Fame e la sua casa di Nashville oggi è un museo, visitato ogni anno di migliaia di appassionati e ammiratori dell’indimenticato Mister Guitar.

[Foto: Anders Ljungberg]