La scelta della chitarra più adatta al proprio gusto e al proprio stile è già di per sé delicata. Ma non è detto che, una volta trovata e acquistata la chitarra ideale, questa sia già perfettamente pronta per suonare secondo le caratteristiche del suo proprietario.

Ogni chitarrista dovrà cercare di adattare lo strumento a se stesso, provando a regolare i diversi elementi con qualche nozione basilare di liuteria o facendosi aiutare dal liutaio di fiducia, non solo per le operazioni più delicate e complesse, ma ogni volta che non si sentirà sicuro. Non vale mai la pena di correre rischi e rovinare una chitarra.

Uno degli aspetti da tenere in considerazione per il settaggio ottimale della chitarra è la cosiddetta “action”, cioè la distanza tra corde e manico, che viene misurata tra la cima del 12° tasto e la parte esterna della corda. L’action determina la pulizia del suono e il comfort, la velocità di esecuzione: a una maggiore altezza delle corde corrisponde un suono più pulito, ma un minore comfort di esecuzione.

Prima di regolare l’action bisogna verificare che il manico della chitarra abbia la giusta curvatura, la quale deve essere rispettata anche dalle corde. Queste vanno infatti predisposte ad arco, su un piano leggermente inclinato, nel senso che il MI basso deve avere una action leggermente maggiore di quella del Mi cantino. Se il manico è a posto, si può effettuare la regolazione dell’action, magari effettuando le misurazioni delle altezze delle diverse corde con un piccolo righello, prendendo come riferimenti il bordo superiore del tasto e quello inferiore della corda. Naturalmente non esistono dei valori standard di regolazione, poiché l’action va impostata in base al genere suonato e al tipo di suono desiderato, tenendo presente che a un valore maggiore corrisponde una maggiore pulizia del suono, a scapito della suonabilità. Invece, se l’action risulta troppo bassa, la velocità e il comfort aumentano, ma il suono è meno chiaro e corposo, si rischiano vibrazioni sgradevoli e si riduce il sustain della nota. Solitamente, ogni produttore di chitarre fornisce libretti di istruzione con tabelle di riferimento “ufficiali”, ma si tratta semplicemente di valori minimi consigliati al di sotto dei quali il suono potrebbe risultare compromesso.

Per esempio, Gibson prescrive questi valori minimi misurati all’ultimo tasto: da 1,6 mm del Mi cantino a 2,38 mm del Mi basso per la chitarra acustica; da 1,2 mm del Mi cantino a 1,98 mm del Mi basso per quella elettrica. Invece, Fender prescrive gli stessi valori minimi misurati al 17esimo tasto: da 1,6 mm del Mi cantino a 2,38 mm del Mi basso per la chitarra acustica; da 1,2 mm del Mi cantino a 1,98 mm del Mi basso per quella elettrica.

Essendo questi valori indicativi, il vero criterio da tenere in considerazione per la regolazione dell’action è il gusto del musicista. Se la curvatura del manico non è ottimale, può rendersi necessaria la regolazione del truss-rod, ma non è detto che sia sempre la cosa giusta da fare.

A volte l’ideale è intervenire direttamente sulla regolazione dell’altezza del saddle (selletta) utilizzando appositi strumenti come il Nut and Saddle Sander che il nostro maestro liutaio Roberto Fontanot ti mostrerà nel video.

In questo le chitarre acustiche sono differenti da quelle elettriche. Infatti, le prime non hanno un vero e proprio sistema meccanico per la regolazione dell’action, ma è possibile intervenire sul capotasto o cambiarlo con uno di diversa altezza. Appena uscite di fabbrica, solitamente le acustiche sono già regolate al meglio e con il capotasto perfettamente calcolato, perciò l’intervento è sconsigliabile a meno che non sia fatto da un liutaio esperto.

Se vuoi saperne di più ti consiglio di leggere l’articolo sull’effetto che può avere il capotasto sul suono della tua chitarra.

Le chitarre elettriche, invece, hanno altre possibilità di regolazione, specialmente sul ponte, dove si può agire sull’altezza del ponte stesso (solitamente regolata da viti) e su quella delle singole sellette (anch’esse regolate da viti, spesso a brugola).

Tornando al truss-rod, l’anima del manico della chitarra, quell’invisibile barra di metallo che contrasta silenziosamente la perenne tensione delle corde e ha il compito di creare la leggera curvatura del manico, sappiamo che ha un’importanza fondamentale nella taratura dello strumento. La tipologia più semplice di truss-rod prevede una barra metallica bloccata da un lato e filettata dall’altro. Agendo su un dado (o su una brugola, dipende dalla chitarra), si può modificare la lunghezza della barra e di conseguenza la curvatura del manico. La versione più “evoluta” prevede una doppia regolazione, sia alla paletta sia al manico: una volta settato il truss-rod, questo agirà sul manico in entrambe le direzioni, assicurandogli maggiore resistenza e stabilità. Nella maggior parte delle chitarre acustiche la parte terminale della barra si trova alla base del manico ed è raggiungibile attraverso la buca.

L’ultima regolazione da fare è l’intonazione delle ottave, detta “ottavatura” o “regolazione fine”.

Innanzitutto, occorre accordare la chitarra con un apparecchio elettronico, in modo che per ogni corda la nota ottenuta premendo al 12esimo tasto sia identica all’armonico allo stesso tasto.

Cominciando dal Mi cantino, si esegue la stessa procedura per ogni corda. Se l’accordatore rileva un’accordatura crescente, bisogna allungare il diapason della corda, ovvero regolare il saddle (selletta) in modo da allontanarlo dalla tastiera. Al contrario, se l’accordatore rileva un’accordatura calante bisogna accorciare il diapason della corda, ovvero regolare la selletta in modo da avvicinarla alla tastiera. Ovviamente occorre procurarsi l’utensile giusto per poter regolare longitudinalmente le sellette del ponte della propria chitarra. Per un ponte tipo Gibson è sufficiente un cacciavite a taglio, mentre per un ponte tipo Fender serve un cacciavite a taglio o a croce e per un ponte tipo Floyd Rose è necessaria una chiave a brugola. Nel corso di queste delicate operazioni, che non sono difficili ma richiedono una certa abilità, è necessario riaccordare la corda ogni volta che si regola il saddle.