Il manico della chitarra acustica è una delle due parti fondamentali di tale strumento, insieme alla cassa armonica di risonanza.

La sua importanza è dovuta al fatto che è la parte che tiene in tensione le corde. Queste sono ancorate alla paletta che si trova all’estremità superiore del manico e sono fissate all’osso sulla cassa nella parte inferiore.

Per quasi tutta la lunghezza della parte vibrante delle corde, il diapason, queste sono sospese al di sopra della tastiera, che è la componente del manico che si trova nella parte anteriore dello strumento.

I legni del manico della chitarra acustica

Il manico della chitarra acustica è ricavato da varie tipologie di legni, che conferiscono caratteristiche sonore differenti allo strumento in base alle loro peculiarità.

La prima caratteristica essenziale che il legno deve avere è quella di essere stato essiccato per bene, mediante un lungo processo di stagionatura naturale o attraverso una essiccazione in forno a temperatura controllata: un legno verde che contenga ancora un residuo di umidità può deformarsi col tempo e altererebbe le qualità estetiche ed acustiche dello strumento.

In ogni caso il legno che compone lo strumento col tempo tende a migliorare, ma bisogna fare avere cura della propria chitarra perché l’umidità ed i fattori atmosferici potrebbero influire negativamente sullo stato di conservazione dell’attrezzo.

Detto ciò, per il manico della chitarra acustica si utilizzano di solito legni molto duri perché è una parte dello strumento che viene sottoposta costantemente all’elevata tensione delle corde, sia a riposo e soprattutto durante l’utilizzo.

Le tipologie di legno più utilizzate sono il mogano, utilizzato nei modelli di GibsonPaul Reed Smith; l’acero utilizzato da Fender e Ibanez; il palissandro.

L’abete rosso è forse il miglior legno per le caratteristiche sonore, ma non ha sufficiente durezza per resistere alle forze che agiscono sul manico della chitarra acustica e viene spesso utilizzato per la cassa di risonanza a cui conferisce ottime qualità nell’amplificazione del suono.

Forma e caratteristiche del manico

Il manico della chitarra acustica può essere ricavato da un unico pezzo di legno, ma quasi sempre è composto invece dall’unione di più pezzi.

Questo dipende dal fatto che ricavandolo per intero dallo stesso blocco ligneo si scarta il 60% circa del prezioso legno essiccato; ovviamente i pezzi incollati offrono una qualità sonora inferiore ad un manico composto da un’unico pezzo.

Spesso quindi lo zoccolo e la paletta sono incollati al manico e lo zoccolo viene collegato alla cassa ad incastro o tramite delle viti.

All’interno del manico si trova di solito una barra metallica, il truss-rod, che ha la funzione di contrastare la perenne tensione delle corde e serve di creare una leggera curvatura del manico.

Il truss-rod consiste solitamente in una barra bloccata dl lato del manico e filettata dall’altro, regolabile con un cacciavite o una brugola attraverso la buca dello strumento. Esistono anche modelli con una doppia regolazione, sia alla paletta che al manico.

Se volete saperne di più sulla regolazione del truss-rod e dell’action vi consiglio di leggere questo articolo.

Sulla parte anteriore del manico dello strumento si trova la tastiera, che parte dal capotasto ed arriva fino alla buca della cassa di risonanza.

La tastiera contribuisce a rendere comoda l’impugnatura del manico e ha caratteristiche sonore differenti a seconda della misura del radius, il raggio di curvatura che presenta.

Un altro elemento che distingue i vari modelli è la lunghezza della scala del manico. Questa misura è normalmente espressa in pollici e dipende dagli standard dei produttori e dal numero dei tasti.

Lo shape del manico della chitarra acustica

Il manico della chitarra acustica: materiali e caratteristiche

La parte posteriore del manico della chitarra acustica ha di solito una forma curva. Lo shape indica il tipo di curvatura della sezione del manico e viene indicato con delle lettere che ne richiamano la forma.

Esistono poi delle varianti soft e hard che descrivono la durezza della curva.

La forma più diffusa è la C perché vicina al modo di suonare moderno.

La forma a V invece rende molto scomodo l’uso del pollice a metà manico come nell’impostazione classica ed è preferibile per chi usa il pollice esposto, al di fuori della tastiera.

La U rappresenta un manico robusto e più spesso degli altri, con spalle prolungate.

La forma dello shape può restare costante lungo tutta la lunghezza del manico o può variare progressivamente dall’altezza del primo tasto fino allo zoccolo nei pressi della cassa armonica.

Nel mercato delle chitarre in cui all’artigiano liutaio si contrappongono marchi industriali, ogni azienda fa dei dettagli il proprio segno distintivo: accade così che esistano shape particolari con una propria nomenclatura che sono prodotti da uno specifico costruttore.

Tali nomi spesso fanno riferimento alle caratteristiche fisiche dei manici o dei chitarristi famosi che hanno utilizzato quel modello: Even C, Vintage V, Wide fat, Wizard.

Esistono poi modelli di chitarra equipaggiati con manici asimmetrici, con differenti curvature tra le due metà come la EVH e la Axis di Music Man e la Wolfgang della Peavy.

Come sempre, per comprendere il modello più adatto alle proprie caratteristiche, bisogna provarne di differenti per capire quale si adatta di più al palmo della nostra mano.

Per quanto la scelta sia personale, con delle mani piccole e tozze è consigliabile un manico sottile, mentre chi ha dita affusolate e un palmo della mano capiente può troversi meglio con un modello più bombato.

[Foto di Angela Quitoriano, Rocket Music]