L’insegnamento, si sa, non è mai stato una scienza esatta per nessuna materia, né riguardo i contenuti né riguardo i metodi. Figurarsi se la didattica musicale poteva rappresentare un’eccezione nel panorama generale. E anche l’insegnamento dei singoli strumenti prevede un’ampia varietà di possibilità.

La chitarra, fra tutti gli strumenti, ha anche una particolarità, poiché è probabilmente quello con il maggior numero di autodidatti. La percentuale di bambini/e e ragazzi/e che provano a imparare per conto proprio è molto elevata, sia perché la chitarra è lo strumento “pop” per eccellenza, sia perché consente di raggiungere i primi risultati in breve tempo.

Naturalmente, anche nel caso della chitarra, lo studio con un insegnante o all’interno di una scuola permette di arrivare ad alti livelli seguendo un percorso strutturato e mirato e, soprattutto, di avere una conoscenza musicale completa, pratica ma anche teorica. È vero che oggi internet mette a disposizione una quantità potenzialmente infinita di materiale didattico – lezioni, tutorial, libri, metodi ecc. – ma è altrettanto vero che questa inesauribile risorsa potrebbe avere l’effetto di far perdere tempo ed energie nella ricerca della via migliore all’apprendimento. Il sostegno di una guida esperta resta fondamentale, soprattutto in un’epoca come la nostra, nella quale non c’è più nulla da inventare e da scoprire, ma è difficile trovare la propria personale maniera di esprimersi. Inoltre, le risorse disponibili on-line sono spesso frammentate, imprecise, incomplete e anche in contraddizione fra loro, contribuendo ad alimentare una grande confusione soprattutto nella mente degli aspiranti musicisti più giovani e insicuri.

Per quanto riguarda la chitarra classica, l’approccio da autodidatta non è mai stato molto diffuso. I più grandi interpreti dello strumento classico sono stati allievi di maestri altrettanto grandi.
Oggi, anche con la chitarra acustica ed elettrica comincia a verificarsi la stessa situazione: l’ambizione di diventare un chitarrista affermato e competente passa sempre dall’esigenza di avere un maestro esperto che sappia aiutare lo studente nel conseguimento degli obiettivi a breve e lungo termine. Senza contare l’aspetto umano dello studio con una persona in carne e ossa: l’insegnante sprona, corregge, elogia, conforta, suggerisce, stimola, valuta… mentre nessun video sul web può fare queste cose.

Foto: Larry Jacobsen

Per questo è importantissimo trovare l’insegnante giusto al quale affidarsi, perché in lui (o lei) riponiamo le nostre aspettative, le nostre speranze, le nostre qualità… e anche i nostri soldi. Non è detto che un bravo chitarrista sia anche un bravo insegnante: si dice che l’insegnamento sia una vocazione e non è un’esagerazione, perché richiede pazienza e capacità di comunicare. Spesso chitarristi inesperti si propongono come maestri e non è facile “smascherarli” dall’inizio. Sicuramente non bisogna mai fidarsi di quelli che assicurano di imparare velocemente e senza sforzi, perché l’apprendimento prevede sempre impegno, fatica e costanza. Oppure capita che musicisti affermati ma non troppo (nel senso che non sono abbastanza famosi da campare solo come musicisti) si mettano a dare lezioni di chitarra, ma senza avere voglia di farlo, soltanto per arrotondare. Purtroppo, l’unico modo per scoprire se un insegnante è valido, è fare qualche lezione di prova, raccogliendo comunque qualche parere fra i suoi allievi prima di cominciare. Naturalmente è meglio scegliere qualcuno con almeno qualche anno di esperienza e che abbia insegnato in scuole di valore riconosciuto e con programmi chiari e controllabili.

Parlando di scuole, il panorama italiano si è notevolmente trasformato negli ultimi anni grazie agli scambi con altri paesi e ad alcune politiche dell’Unione Europea. Permane una grande varietà, ma anche l’insegnamento della chitarra comincia a puntare a una certa standardizzazione.

Se la chitarra classica ha un bagaglio didattico ormai consolidato nel tempo, grazie al contributo di celebri maestri come Carcassi, Tarrega e Segovia, solo per citarne alcuni, non si può dire lo stesso per chitarra acustica ed elettrica, anche perché la quantità di generi e sottogeneri è vasta.

Fino a poco tempo fa la didattica restava un’esclusiva dei Conservatori, che spesso mantenevano un’impostazione troppo orientata alla tradizione e poco innovativa. La riforma dell’istruzione musicale ha cambiato la situazione, portando anche alla nascita dei corsi di Alta Formazione Artistica Musicale che corrispondono ai corsi di laurea di primo e secondo livello. In Europa le scuole di musica comprendono diverse classi di chitarra, ovvero classica, acustica, elettrica e jazz, mentre i Conservatori italiani prevedono soltanto chitarra classica e chitarra jazz, che include anche la popular music (blues, funk, fusion, rock ecc.).

Anche i programmi hanno trovato una dimensione generale più chiara e condivisa, con repertori e materiale didattico selezionati attentamente per ogni grado di istruzione. Esiste anche il Registro degli insegnati di chitarra, che contribuisce a disegnare percorsi professionali orientati all’insegnamento dello strumento e all’aggiornamento, in collaborazione con rinomati istituti di altri paesi.

Altra scelta complicata è quella del metodo (o dei metodi) per chitarra, soprattutto perché l’editoria musicale propone continuamente nuove uscite di firme più o meno prestigiose. La scelta del metodo deve corrispondere agli obiettivi prefissati, senza trascurare nessuno di questi tre aspetti fondamentali: teoria/armonia, tecnica e stile. Teoria e armonia sono imprescindibili per gli studenti che puntano ad alti livelli, così come lo studio della tecnica, che richiede di dedicare un certo tempo tutti i giorni. Ma questi elementi non diventano davvero significativi finché non sono abbinati a un mondo musicale, a un genere, a uno stile. I metodi di oggi, infatti, riescono a coinvolgere e ad appassionare gli studenti molto più che in passato, non solo grazie a un linguaggio più moderno e immediato, ma anche grazie ai tanti spunti musicali che offrono nelle loro pagine.

Senza mai dimenticare che ascoltare tanta musica diversa resta l’elemento più importante nello studio della chitarra e di qualsiasi altro strumento.