Grande amico e fedele compagno di moltissimi chitarristi, soprattutto elettrici, il plettro (o penna) è quel piccolo oggetto utilizzato per sollecitare o pizzicare le corde dello strumento attraverso un movimento in senso ascendente e discendente. Inventato secoli e secoli fa dal musicista kurdo Ziriyab (789-857), si tiene tra pollice e indice della mano destra (o sinistra, per i mancini) in modo che la punta si trovi perpendicolare alle corde.

I materiali più diffusi nella produzione di plettri sono celluloide (economica ma facilmente usurabile), nylon, poliacetato e policarbonato, ma si utilizzano anche altri materiali di origine vegetale, come alcuni legni durissimi, o animale, come l’osso e il corno. Anticamente erano ricavati dal carapace delle tartarughe, che oggi si cerca di replicare con un materiale sintetico detto tortex.

La forma tipica di un plettro è quella di un triangolo isoscele con gli angoli arrotondati, dove l’angolo più acuto è quello comunemente usato per pizzicare le corde, ma negli anni sono stati prodotti anche plettri di forma diversa (anche a fini puramente commerciali).

plettro per chitarra acustica

Anche lo spessore del plettro può variare, sempre nell’ordine dei millimetri, così come la sua durezza, in funzione del suono che si desidera ottenere. Per ogni genere le possibilità a disposizione sono numerose, perciò è necessario provare e scegliere con attenzione il plettro più adatto al proprio tocco e alla propria idea di suono.

Si possono considerare cinque diverse categorie: le tre tipologie più diffuse sono thin (0,45-0,69 mm), medium (0,70-0,84 mm) e heavy (0,85-1,20 mm), mentre raramente si vedono extra-thin ed extra-heavy, davvero troppo estreme.

In linea di massima, i plettri morbidi sono molto flessibili e agiscono sulla corda con un attacco poco deciso, producendo naturalmente un suono morbido e solitamente più adatto alla parte ritmica dell’arrangiamento, nonché agli arpeggi. Invece, i plettri duri consentono un attacco vigoroso e l’emissione di un suono presente e aggressivo, perciò sono sicuramente più indicati per eseguire assoli veloci o riff complicati e sono utilizzati soprattutto dai chitarristi rock e metal.

Molti chitarristi amanti del fingerpicking utilizzano, in sostituzione dell’unghia del pollice, un tipo particolare di plettro chiamato thumbpick. Questo si infila come un anello all’estremità del pollice, permettendo di suonare contemporaneamente anche con le altre dita e fornendo una maggiore varietà timbrica. In questo genere sono molto diffusi anche i fingerpick, che hanno la funzione di unghie artificiali e s’infilano nelle altre dita della mano destra.

Esiste poi lo stylus pick, un plettro particolare di forma pentagonale con punta conica, che serve soltanto per esercitarsi, impedendo di fare eccessiva forza sulle corde e consentendo maggiore velocità in fase di studio. Assolutamente da non usare in altre situazioni, sia per la scomodità sia per la bruttezza del suono ottenuto.

Il plettro è dunque un compagno inseparabile per la maggior parte dei chitarristi, ma a volte può essere persino molto dispettoso. A ogni chitarrista sarà capitato di vedersi sfuggire di mano quel piccolo oggetto, magari proprio durante un concerto importante… In effetti, il movimento sul palco, l’emozione, l’adrenalina, le luci dei riflettori, l’alta temperatura e l’umidità del locale possono far sudare terribilmente un musicista. Nel caso del chitarrista, la mano sudata equivale spesso al plettro sfuggente. Per ovviare a questo inconveniente, i produttori di plettri hanno studiato diverse soluzioni per aumentare il grip e facilitare la presa dei polpastrelli, per esempio la presenza di fori e di elementi in rilievo (scritte o motivi grafici) sulla superficie del plettro garantisce una presa più salda e sicura.

Inoltre, esistono anche plettri “speciali” per soddisfare le esigenze dei chitarristi più originali, soprattutto in ambito hard-rock e metal, come quelli realizzati in metallo, a pinna di squalo o con la punta angolata per rendere gli assoli ancora più veloci e potenti. Anche fra i chitarristi famosi si può ricordare qualche particolarità, per esempio il plettro di Carlos Santana: un grande triangolo equilatero con i lati di almeno due centimetri, che va impugnato con tutte le dita della mano. O quello di Brian May dei Queen, che è semplicemente una moneta da sei pence utilizzata dal lato della zigrinatura per ottenere un attacco molto presente e acuto.

Alcuni chitarristi preferiscono persino il plettro fai-da-te, così negli ultimi anni sono state messe in commercio alcune punzonatrici dedicate alla creazione di plettri personalizzati. Gadget simpatici e utili da regalare ad amici, fidanzati e familiari innamorati della loro chitarra. Tessere del supermercato, schede telefoniche, persino carte di credito ormai scadute possono diventare ottimi plettri.

Infine, un’ultima curiosità per gli appassionati di cinema. Il “plettro del destino” è al centro della trama del film Tenacious D in the Pick of Destiny, che racconta in chiave comica la storia della rock band Tenacious D, interpretata da Jack Black e Kyle Gass.

[Foto di Alan Porter Mike Knapp]